mercoledì 16 febbraio 2011

Nur ci racconta il RomaPopFest 2011

Gli amanti del giardinaggio tendono a snobbare il capodanno - la terra è ghiacciata e le piante perenni dormono - e a fare i salti di gioia in prossimità dell'equinozio di primavera.
Se sei una di queste di persone,  forse ti aggraderà l'idea di partecipare alla seconda edizione del RomaPopFest, che si svolgerà in varie location nel corso di marzo.

Dato che l'iniziativa ci pare molto pregevole, abbiamo intervistato per voi Nur, una delle organizzatrici del festival, chiedendole anche di raccontarci qualcosa di più sul gruppo delle ragazze di Frigopop.

- Ciao Nur! Come prima cosa potresti raccontarmi com'è nato il progetto di Frigopop?
Circa tre anni fa, incontrai Simona ed Emanuela in giro per i concerti romani. Dopo aver appurato che a tutte e tre piaceva molto la musica pop, e che a Roma non ci fosse una serata che la celebrasse a dovere, abbiam deciso di farlo noi. Così abbiam scelto un nome, un logo, abbiamo aperto un blog che è anche una webzine e, cosa più importante, abbiamo iniziato ad organizzare dei concerti.

- Dove avete pescato il delizioso frigo rosso del logo? Me lo sono sempre chiesta ;)
L'idea ci venne in maniera abbastanza spontanea: volevamo prendere un oggetto che incarnasse lo spirito casalingo, lo stare tranquilli il pomeriggio a casa, che in parte è anche lo spirito che ispira molto dell'indiepop attuale e passato. Il frigo ci è sembrato quindi un buon simbolo, e poi "frigopop" suonava bene! Il logo che ancora ora utilizziamo è ad opera di Oobie Doobie. Se ti riferisci invece al frigo "vero", ovvero quello che puoi trovare fisicamente alle nostre serate o nei nostri videocast, be', quello lo abbiamo trovato vicino ad un cassonetto dell'immondizia. Lo abbiamo pulito, pimpato e pitturato di rosso, e ad oggi è ancora la nostra mascotte.

- La vostra redazione è composta da un gruppo di ragazze romane; la concentrazione geografia nella capitale è stata una scelta programmatica oppure è emersa naturalmente nel corso del tempo?
La redazione vera e propria, ovvero la gente che scrive sulla webzine, non è per nulla romana. Oltre me, ci scrivono un sacco di ragazzi e ragazze da tutta Italia.
Per quanto riguarda invece il collettivo, il nucleo decisionale o come altro lo vuoi chiamare, quello si, è tutto romano. Siamo 5 ragazze dai 20 ai 27 anni e abitiamo tutte nella capitale. Questo è venuto in parte naturalmente, perché come ti dicevo sopra ci siamo incontrate ai concerti qui intorno, e in parte programmaticamente, perché sarebbe difficile organizzare eventi a Roma con qualcuno che a Roma non ci vive.

- Tempo mi fa mi dicevi che, inspiegabilmente, "a Roma non si balla". Le vostre feste/dj set sono riuscire a migliorare l'altrimenti trista situazione?
Eheh! Sì, all'inizio i nostri dj-set li chiamavamo proprio "A Roma non si balla". Questo perché ci sembrava che ai concerti e ai dj-sets stessero tutti immobili, come delle belle statuine, tristissimo. Con gli anni devo dire che la situazione è cambiata, e decisamente in meglio. Sono state talmente tante le realtà e le proposte musicali e di intrattenimento che sono nate, che penso in qualche modo si sia assistito ad una nuova primavera della nightlife capitolina. Ora la gente balla un po' di più, anche se mai abbastanza!

- Non ho mai avuto la fortuna di presenziare ad una delle vostre feste, ma ho letto che organizzate anche dei banchetti in cui vengono venduti oggetti fatti a mano. Che peso ha per voi il ricorso alla pratica dell'autoproduzione (DIY)?
Sicuramente, non ha un peso politico o etico. Per noi il Do It Yourself nudo e crudo degli inizi è stata solo e solamente una necessità: non avevamo soldi per fare altrimenti. Questo atteggiamento poi ha pagato perché con il risparmio e l'ingegno siamo riuscite a metter da parte il budget che poi ci permette di fare le cose sempre più in grande ogni volta, e soprattutto senza spezzarci la schiena (vi assicuro che affiggere migliaia di manifesti a notte fonda per le strade di Roma non è per nulla divertente). Detto questo, sono tantissime le cose che facciamo ancora a casa, fatte da noi: dal catering all'allestimento scenografico del locale, è tutto fatto amorevolmente a mano.
Sulla pagina del popfest di Madrid (quest'anno alla prima edizione) ho letto nella loro descrizione questo: The Popfest is an indiepop festival which takes place all around the world, from New York to Rome, organised by small independent sleeper cells. Always completely self-funded, avoiding all sponsors, though open to punctual collaborations with kindred collectives, Popfests all over the world plot to gather all kinds of bands.
Bene, noi pensiamo sia una stupidaggine. Siamo aperte agli sponsors, se questo ci può permettere di crescere più velocemente. Perché no?

- Infine potresti raccontarmi in poche righe come si articola l'edizione 2011 del RomaPopFest?
Ci sarà un opening party il 4 marzo al Circolo degli Artisti con gli Ex-Otago. Poi il festival vero e proprio il 18 e 19 Marzo, al Mads e alle Mura, due locali che si trovano uno di fronte l'altro, così per andare a vedere l'altro palco ci scappa pure la pausa sigaretta. La linup è stata interamente annunciata settimane fa, e tra gli headliners ci sono i Non Voglio Che Clara, i Virginiana Miller, Colapesce, I Quartieri e tanti altri. Infine, per chi non riuscirà ad arrivare fino a Roma, ci sarà un closing party il 19 e 20 Marzo al Mattatoio di Carpi (Modena), in cui suoneranno due delle band del popfest, ovvero Eux Autres e Allo Darlin.

- Organizzare un festival sembrerebbe assai faticoso e complesso; come vi siete trovate a costruire da zero il primo festival pop della capitale?
Lo è: ogni anno è un vero e proprio tour de force. Ti ritrovi nel panico più totale a dire: "ma chi me l'ha fatto fare?!". Poi però va tutto a meraviglia, vedi la gente che si diverte da matti e ascolta buona musica e tu hai lasciato un piccolo segno, hai fatto qualcosa di importante per te, per gli altri e per l'Italia.

Qui sotto trovate un pratico player per ascoltare le band che parteciperanno al festival.

3 commenti:

alessio rosa ha detto...

grandissima iniziativa! ma i cani? non gli hanno chiamati?

vabbè roma sta troppo lontana, dobbiamo fare una cosa simile a vicenza!

Margherita Ferrari ha detto...

so che in redazione i cani sono apprezzati, come puoi giudicare tu stesso qui: http://frigopop.blogspot.com/2010/06/e-poi-partono-i-kinks.html
comunque la line-up è ottima. se solo non fossi segregata a trento farei un salto più che volentieri.
appoggio in toto l'idea di cominciare a progettare un piccolo festival nella berica urbe, nonché di intavolare altre forme di collaborazione tra SR e La Lotta Armata al Bar. ciao ciao

Nur ha detto...

I Cani sono stati chiamati! Ma non erano ancora pronti psicologicamente per un live :)

 
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