giovedì 10 febbraio 2011

La determinazione è donna

Devo ammettere di essere una lettrice assidua di Donna Moderna, non tanto perché apprezzi particolarmente il contenuto o altro del settimanale, ma in quanto mia nonna ha l’abbonamento e io passo molto tempo da lei. Nel lontano settembre dell’anno scorso, al riparo dalle future ansie di filosofia et varie, ero dunque intenta a sfogliare la mia nuova chicca settimanale, per scoprire i segretucci dei vips, cosa dice Antonella Boralevi con la sua santa franchezza a chiunque le scriva, se quest’inverno sarà trendy andare in giro con i pantaloni alla zuava oppure con i sandali olandesi, quando capito nella pagina dedicata ai “miti” femminili della settimana, fra i quali spicca il nome dell’attuale ministra dell’Istruzione, la sempre amata Mariastella Gelmini.
Il paragrafo elogiava (testuali parole) “il coraggio della ministra [...] che incurante delle molte proteste di professori, alunni e personale va avanti per la sua strada. La determinazione è donna!”. Giusto per vedere che non avessi allucinazioni dovute a indigestione di polpettone casalingo, mi sono riletta il paragrafo di elogi. E poi mi sono chiesta se, nonostante il settimanale sia di proprietà della Mondadori, azienda capitanata da Marina Berlusconi e ci siano probabilmente (ovviamente) delle direttive da seguire, i giornalisti, anzi, le giornaliste, che lavorano in quella redazione non si siano neanche un po’ vergognati, non abbiano neanche un attimo pensato a ciò che scrivevano. Dico, nessuno che abbia un figlio in età scolastica? Nessuno che sappia quanto è frustrante vedere negate certe possibilità al proprio figlio dalle leggi partorite dalla mente di questa signora? Una donna che lascia a casa “87.400 unità per il personale docente (entro l'anno scolastico 2011/2012), e alle 44.500 unità per il personale ausiliario ATA (nel triennio 2009 – 2011)”, per poi assicurare di provare “molta solidarietà” con coloro che hanno perso il lavoro? Un avvocato che parla di severità, rigore, blocco dei diplomifici, quando lei per prima da Milano, dove frequentava giurisprudenza ma non riusciva a passare l’esame, è andata a Reggio Calabria, conosciuto come l’avvocatificio d’Italia, dove chiunque passa l’esame, per poi criticare duramente gli istituti del Sud, che a suo parere “abbassano troppo la qualità dell’istruzione” ?
Però, a quel punto ho pensato che forse la redazione di Donna Moderna è custode di verità a me non pervenute; ho quindi deciso di mandare una mail con chiesto se potevano gentilmente spiegarmi come la signora Gelmini possa aver ragione. E se ce l’ha, magari di rendermi partecipe anche all’oscuro motivo per il quale noi del liceo linguistico siamo costretti a fare francese in 37 e spagnolo in 34, contando che sono le nostre materie di indirizzo, e che senza il mio futuro se ne andrà probabilmente a farsi fottere (parlo del liceo linguistico per esperienze personale, anche se ovviamente tutti gli istituti sono pesantemente penalizzati dalla 133).

Did you ever listen to what we played

Did you ever let in what the world said
Did we get this far just to feel your hate
Did we play to become only pawns in the game
How blind can you be, don't you see
You chose the long road but we'll be waiting

Bye bye beautiful
Bye bye beautiful

Tutti i dati presentati in questo articolo sono verificabili nello “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”, mentre le frasi sono pubbliche e basta sentire la radio o guardare un minimo di tv. Il testo è di “Bye Bye Beautiful” dei Nightwish.

Nessun commento:

 
Powered by Blogger