Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post

martedì 26 luglio 2011

You are going to be Lemoned!

0 commenti
Questa settimana parliamo di una serie di un’altra alumna del Saturday Night Live: Tina Fey. Forse la più famosa: è stata anche la prima donna ad entrare nel team degli scrittori dello show.

La simpatica donzelletta ha scritto e prodotto 30 rock, arrivato ormai alle sua quinta stagione e, ovviamente, trasmesso da Nbc (la stessa rete che trasmette il SNL). Il telefilm si basa sulle esperienze televisive di Tina. Il titolo, infatti, è l’abbreviativo di 30 Rockefeller Plaza, l’indirizzo degli studi televisivi della Nbc a New York.
La protagonista è Liz Lemon, interpretata proprio dalla Fey. Liz è la scrittrice capo del team di The Girlie Show, uno show comico che usa la stessa struttura del SNL. Nella prima puntata la vita della trentenne viene sconvolta dall’arrivo del nuovo direttore esecutivo del network, Jack Donaughy.
Il nuovo boss non solo vuole assumere Tracy Jordan, un attore completamente fuori di testa, ma licenzia il produttore dello show. Il solo fatto che ci possa essere un nuovo attore, scatena una crisi nella protagonista del Girlie Show, Jenna Marooney. La bella attrice, amica di Liz da molti anni, è piena di insicurezze e manie ed è compito di tutta la crew cercare di minimizzare le sue necessità da diva.
In questo primo episodio conosciamo anche gli altri personaggi che popolano la serie. C’è Kenneth, il page. Innamorato della televisione, il ragazzo di età ignota, è cresciuto in Georgia in una famiglia molto cristiana e molto bigotta. C’è poi tutto il team degli scrittori tra cui spiccano Frank Rossitano, un italo-americano che indossa sempre dei cappelli con scritte simpatiche, Toofer, un ragazzo di colore laureatosi ad Harvard, e Lutz che viene sempre preso in giro dal resto della troupe.
Ma torniamo a parlare della nostra protagonista. A Liz piace mangiare, è eccessivamente sarcastica e non ha molta vita sociale. Per questo il manager di successo Jack Donaughy la prende sotto la sua ala protettiva e diventa il suo mentore. Questo è un ottimo esempio di amicizia tra uomo e donna in cui non ci sia nessun secondo fine, se non quello di migliorarsi a vicenda.
La trentenne è anche una donna in carriera, non solo è a capo di uno show televisivo, ma ha vinto un Emmy e scrive anche un libro. Il fatto di aver fatto successo nel campo lavorativo però non la soddisfa: infatti, anche se non ha un compagno fisso, vorrebbe adottare un bambino.
Liz è un po’ il sunto di tutte le insicurezze delle donne moderne, ma rappresenta anche la figura della donna intelligente che deve affrontare un mondo a lei avverso. Molto spesso infatti viene citata come rappresentante televisiva del femminismo moderno. Di questo si è parlato molto durante il corso della serie, tanto che anche Tiger Beat Down ha analizzato il personaggio in un post molto bello. Devo dire che di tutti i personaggi femminili che "ho conosciuto" durante i miei anni da television nerd, Liz è quello cui penso di assomigliare di più e quindi la considero un modello a cui ispirarsi. Anche perchè Liz Lemon e Tina Fey si fondono in un unica persona che non si può fare a meno di ammirare.
La serie oramai ha passato le cento puntate e proprio per la centesima puntata è stato fatto un esperimento molto interessante dal punto di vista televisivo. La puntata è stata girata in diretta. In Usa questo vuol dire dover ripetere l'episodio due volte, una per la East coast e una per la West coast. Una serie infinita di guest star hanno partecipato all'episodio celebrativo, per esempio Tom Hanks, Michael Keaton e Kelly Ripa. Grazie a questo episodio si può apprezzare in pieno la bravura degli attori e l'intelligenza degli scrittori.
Tra poco inizierà la sesta stagione che, purtroppo, sarà l'ultima di Alec Baldwin (che interpreta Jack) quindi affrettatevi a recuperarla.

Voci di corridoio mi informano che stanno trasmettendo 30 rock il sabato e la domenica alle 19.30 su Rai4.

venerdì 8 luglio 2011

Pawnee: First in Friendship, Fourth in Obesity.

1 commenti

Ed eccolo finalmente l’articolo su una delle mie comedy preferite degli ultimi anni: Parks and Recreation. Un piccolo gioiello di comicità, la serie che illumina le mie giornate no.

Trasmessa sulla NBC il martedì sera, la serata dedicata alla risata, è prodotta da Amy Poehler, ex alumna del Saturday Night Live, femminista dichiarata e protagonista della serie, e dai produttori di The Office Michael Schur e Greg Daniels. Infatti della serie inglese riprende la struttura del semi-documentario.

La storia racconta del dipartimento Parks and recreation di Pawnee in Indiana, che ha il “vanto” di essere quarta nella classifica delle città americane con la più alta percentuale di obesità. Il passato della cittadina è estremamente violento come viene rappresentato nei murales che si trovano negli uffici del comune e l’eroe degli abitanti è un mini cavallo di nome Lil’ Sebastian.

Come ogni buona serie umoristica sono i personaggi che fanno da padroni. Personaggi, che per quanto bizzarri, sono “normali” e abitano in una città “normale”. Ed è questo, secondo me, il punto di forza di Parks and recreation, la facilità con cui ognuno di noi può relazionarsi al suo ambiente e ai suoi abitanti. La comicità della serie si basa sul fatto che queste persone hanno un modo particolare di affrontare situazioni comuni. Ed ecco qui una piccola lista di chi troverete ad accogliervi nell’ufficio del dipartimento:

Lesley Knope: la protagonista. Intelligente, colta, altruista, gran lavoratrice e sognatrice. Un giorno vorrebbe poter diventare la prima presidentessa degli Stati Uniti. È molto stimata dai suoi colleghi e ritiene che Pawnee sia la città migliore d’America, se non del mondo intero. Diventa icona gay della piccola cittadina quando sposa due pinguini maschi. Fan di Harry Potter, il suo nemico giurato è Greg Pikitis, un ragazzino che ogni anno nella notte di Halloween va in giro a fare scherzi e a vandalizzare la piazza cittadina.

Ron Swanson: il capo del dipartimento. Odia il governo e ama tutto quello che rallenta o ferma il suo funzionamento. Passa la maggior parte del tempo a non lavorare e a evitare i cittadini. Si fida totalmente di Lesley e quindi la lascia “comandare” il dipartimento. È un vero uomo e si nutre principalmente di carne. Sua madre e le sue due ex-mogli si chiamano Tammy (una delle due ex mogli è interpretata da Megan Mullally, Karen di Will e Grace, che tra l’altro è la moglie dell’attore nella vita reale).

Ann Perkins: la migliore amica di Lesley. La loro amicizia nasce grazie a una fossa che la protagonista promette di trasformare in un parco. Le due hanno una bellissima relazione e si sostengono a vicenda, cosa che succede molto raramente nelle serie tv. La bella Ann è un’infermiera ed essendo il personaggio meno “strano” risulta un po’ noiosetto.

Andy Dwyer: all’inizio della serie cade nella fossa e si rompe tutte e due le gambe, lasciando così alla sua fidanzata Ann l’arduo compito di doversi occupare di lui. Fa parte di una band che cambia nome costantemente. Generoso, amico di tutti e un po’ stupido, Andy troverà il vero amore negli uffici del dipartimento.

April Ludgate: la stagista. Nella prima puntata dichiara che la sua vivacità è dovuta alla sue origini portoricane. In realtà April è tutto il contrario di vivace. Pur essendo molto intelligente, non ha voglia di fare niente e passa il suo tempo in ufficio leggendo la rivista scandalistica di Pawnee. Per tutta la prima serie sta insieme a un ragazzo che è insieme ad un altro ragazzo.

Tom Haverford: interpretato da Aziz Ansari. Tutti pensano sia straniero anche se in realtà è americano di nascita. Vuole essere cool e di successo e frequenta lap dance bar. I suoi progetti laterali comprendono: un club, un profumo (Tommy Fresh) e una bevanda alcolica (Snake Juice). La sua idea più geniale: mettere un ipod su un aspirapolvere automatico e chiamarlo Dj Roomba.

Donna Meagle: impiegata dell’ufficio, la cosa a cui tiene di più al mondo è la sua Mercedes. La classica mangiatrice di uomini, dichiara che se trovasse per strada Robert Pattinson gli farebbe dimenticare la sua ragazza anoressica.

Jerry Gergich: il capo espiatorio dell’ufficio. È un uomo sensibile ma non molto fortunato. Aspetta con ansia che passino i suoi ultimi due anni di lavoro per poter andare in pensione.

Questi e molti altre sono le persone che popolano la ridente cittadina di Pawnee, che tra l’altro ha anche un sito ufficiale dove potrete trovare tutte le attività organizzate in città. Non lasciatevi fermare da una prima serie mediocre, perché la seconda e la terza sono fuochi d’artificio.

martedì 17 maggio 2011

Mtv Made: distruggendo l'autostima dei teenager, un difetto alla volta.

2 commenti
Made è sempre stato uno dei miei programmi preferiti del palinsesto di MTV. E' un programma con una formula semplice: prendi un adolescente, dagli un obiettivo e cinque settimane per raggiungerlo, e vedi come se la cava.
Chiaramente non sono stata l'unica ad essere catturata: Made ha chiuso la sua undicesima stagione un mese fa, è stato rinnovato per una dodicesima e ha spin-off in diversi stati del mondo – Canada, Francia, Turchia.
Per anni mi sono rifiutata di applicare il mio senso critico a Made, che era il mio momento a zero produzione cognitiva dopo aver studiato un intero pomeriggio – ci sono volute decine di puntate per convincermi che in fondo qualcosa di sbagliato c'era.

Il protagonista maschio standard di Made è il ragazzo sfigato e un poco ciccio che vuole vincere il talent della scuola, o diventare un cosiddetto “ladies man”, qualsiasi cosa voglia dire.
Queste ladies si dividono in due categorie: la sfigata che vuole emergere e la ragazza popolare che vuole dimostrare di essere una dura. La ragazza sfigata vuole diventare reginetta del prom, dimagrire, ma anche diventare una rockstar (uno dei miei episodi preferiti). La ragazza popolare vuole far vedere al resto della scuola che non pensa solo alle scarpe, ma può fare motocross o diventare una pugile.
Hanno tutte qualcosa da dimostrare – e non di certo a se stesse, come sostengono tutte nelle interviste all'inizio della puntata, ma piuttosto agli altri.
Le prime stagioni di Made presentavano ragazze normali, che si ponevano un obiettivo e lo inseguivano per il gusto di vincere una sfida personale. Progredendo nel tempo, le protagoniste si sono sempre di più spostate nella categoria casi umani e anche se non lo erano, venivano trattate come tali.

Diana (S09E13). Da amante di manga e anime a "ragazza vestita come si deve"
Nella nona stagione, tre ragazze si sbranavano vive per vincere un contratto come modella. Anna, Leisha e Keia venivano presentate come una nerd senza amici, una sfigata cavallerizza ed una goth asociale. In realtà è emerso che i loro compagni di scuola erano stati costretti a dire cattiverie su di loro per le testimonianze di inizio puntata, ed avevano passato i mesi successivi a scusarsi – i commenti fatti dalla stessa Anna sono ovviamente spariti dal sito di MTV nel giro di pochissimo.
Quello che nella prima stagione di Made sarebbe stato un esempio positivo di tre ragazze che venivano aiutate ad uscire dal loro guscio di insicurezza, nella nona stagione era una gara spietata ed umiliante, in cui una ragazza taglia 40 veniva definita “chubby”, grassottella, e portata all'esasperazione ed alle lacrime ogni due minuti.

Made è un programma nato con un concetto pseudo-nobile e crollato nella miseria: una puntata non si apre con una persona normale che si vuole migliorare, ma con un difetto enorme da cui la protagonista deve essere assolutamente salvata.
Dopo che il tutto sarà andato in televisione, andrà meglio?
Probabilmente no, ma sarà stato divertente vedere Rachel che da “geek” è diventata “chic” - geek, che parolaccia! - o Ashley, che era già chic, quindi è diventata una pro snowboarder – che orrore, essere una ragazza popolare e simpatica, e non una ribbelle.
La spettacolarizzazione portata all'estremo non è sempre il male, ma in questo caso MTV – una volta una rete innovatrice, interessante, dinamica – ha abbassato ancora di più il suo livello, che si sta uniformando verso il basso, con programmi che si dilettano a schernire chi è davanti alla telecamera, qualsiasi sia la situazione.

Al punto che ora sta per partire Made in versione adulti:
Do you have something you want to prove to your family? Do you often dream about getting back into your cheerleading uniform, winning a cook-off, rocking out with your old band or getting another swing at that pitch that got away? Well, now's your chance. If you appear to be between the ages of 25-50, we want to hear your story.

Meglio di un'associazione di beneficienza: tra mamme minorenni, ragazze ciccione e qualsiasi altra categoria di persone infelici, MTV si sta offrendo di salvare le vite di decine di persone – rovinando quella delle decine di migliaia che guardano i loro programmi e non avranno l'aiuto di un coach per risolvere quello che forse, prima di una puntata in cui Eli è stata trasformata in una “superstar diva”, non era neppure un problema.

giovedì 3 marzo 2011

Sesso e volentieri

1 commenti

English teens do it better (o almeno ce' provano).
Da qualche settimana sull'inglese channel 4, rispettabilissima rete “per famiglie”, va in onda uno show i cui contenuti hanno scatenato un putiferio nell'opinione pubblica. La pietra dello scandalo è “The joy of teen sex”: format semplice e scarno in cui ai giovanissimi protagonisti viene offerta la possibilità di recarsi nell'equivalente glamour di un consultorio dove possono ricevere consigli di vario tipo. Fin qui nulla di eccessivamente sconvolgente: se ci si limitasse a parlare di malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate si potrebbe anche rientrare nei limiti del decoro. Quello che ha turbato i sonni dei benpensanti d'oltremanica è il fatto che in questo “sex shop” non si elargiscono solo consigli medici e fornisce supporto psicologico, ma si insegna ai ragazzi a migliorare il proprio modo di fare sesso. Dal sesso anale al bondage, dai rapporti gay/lesbo all'uso dei sex toys fino alle tecniche migliori per praticare un pompino. E chi più ne ha più ne metta, secondo la curiosità bruciante degli adolescenti in questione.
“I nostri figli non fanno questo” è stata la categorica affermazione dei britannici. A quanto pare si sbagliavano visto il successo che lo show sta riscuotendo. Dopo aver visto le prime tre puntate, la curiosità mi ha spinta a vedere se in altri paesi esistono format di questo tipo e, in caso affermativo, quali sono state le reazioni del pubblico a casa. Il mio “viaggio” è iniziato dall'Italia, dove, manco a dirlo, non esiste nulla di simile. Su Mtv infatti va in onda, ormai da anni, Loveline, un programma dedicato all'approfondimento di tematiche sessuali. E' già qualcosa, ma, dalla conduzione al modo in cui questi temi vengono trattati, sembra più una lezione scolastica che altro. Un secondo show, importato direttamente dagli usa, parla di ragazze under 18 che diventano mamme (con un omologo tutto italiano arrivato solo a un paio di puntate). Anche qui la differenza di format si vede: gli americani ci presentano il tema delle gravidanze teens in modo piuttosto variegato, raccontando la vita delle giovani entusiaste di diventare madri e quella di chi decide di dare in adozione il nascituro. Insomma: non tutto è rose e fiori. Lo show italiano invece ad oggi riporta solo esperienze estremamente positive di ragazze che sembrano quasi avere la vocazione a fare le madri. Poche contraddizioni, poche discussioni, poca “dura realtà”. Ma non è su questo che volevo soffermarmi, quanto sul livello di educazione sessuale che i ragazzi hanno in Italia, sulla loro consapevolezza e su quanto ancora si potrebbe fare per loro.
Premetto che se quando avevo 15 anni ci fosse stato in Italia un “The joy of teen sex” sarei stata ben lieta di vederlo, anche perché avendo frequentato fino ai 14 anni una scuola cattolica la mia educazione sessuale è stata risibile. Un paio di lezioni di “biologia” e altrettante di “educazione all'affettività” gestite da una suora che, ricordo ancora, mi disse “Povera bambina” con aria compassionevole quando avanzai l'ipotesi dell'uso dei preservativi almeno in contesti di disagio per evitare malattie e gravidanze “non sostenibili”. Sempre meglio, mi viene da dire, dell'attuale situazione della scuola italiana, dove l'educazione sessuale sembra una chimera. Giovani e giovanissimi lasciati allo sbaraglio. Il punto è che a una certa età si fa sesso, sia che si abbiano le informazioni corrette, sia che non le si abbia. L'equivoco del “non parliamone così i ragazzi non si pongono il problema” è fatale. La testa dei ragazzi può anche non porselo, ma tutto il resto funziona splendidamente per conto proprio. Dato per assodato che allo stato attuale non esistono possibilità di una reale riforma dell'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole (che poverette fra poco chissà se si reggeranno ancora), dovrebbe essere la restante società a farsene carico, come accade ad esempio nelle scuole gestite dalla provincia di Roma, dove, accompagnati da una levata di scudi e da un altrettanto congruo putiferio, sono stati installati distributori di preservativi. Meno nocivi, mi viene da dire, di quelli delle merendine. Restano però casi isolati. Che cosa succederebbe però se una rete italiana decidesse di trasmettere, in una fascia oraria accessibile ai teen ager, “The joy of teen sex”? Di sicuro un'infinita polemica che porterebbe alla chiusura del programma e questo perché non è accettabile che dei ragazzini facciano sesso e lo facciano serenamente, in modo sicuro e godendoselo. Pongo l'accento sull'ultimo termine perché mi pare la differenza fondamentale fra l'approccio italico e quello oggi proveniente da oltremanica: goderselo. Perché qui, anche quando si fa educazione sessuale, si tengono lezioni di quasi terrorismo su malattie e gravidanze, ma mai e poi mai ci si sognerebbe di spiegare ad una ragazzina come raggiungere un orgasmo. Il punto? Siamo ancora fermi ad una visione della sessualità finalizzata alla riproduzione e poco altro. Sicuri che ne valga la pena? Io personalmente no e su queste pagine vedrò di dire la mia...anche perché “così fan tutte”.

domenica 27 febbraio 2011

Vampiri! Sesso! Gnokki! L’horror taggato MTV

1 commenti
(ovvero: come True Blood ha segnato per sempre la mia visione di serie TV horror americane semi-trashone)
 
C’era una volta, in una domenica buia e tempestosa, una tenera fanciulla che aveva sentito parlare positivamente di True Blood. Una volta vista la pubblicità sulla cara vecchia MTV, ignara della gravità del suo gesto, decise di guardarne il primo episodio.
55 minuti di trash, dialoghi insensati, gnokki e sangue dopo, generò la seguente descrizione del primo, epico, orribile episodio di True Blood, riassumibile con:
Inizio dell’episodio. Sesso, parolacce, violenza, sesso, arriva il vampiro gnokko (solo a me la sua pancia ricorda Homer Simpson?!), parolacce, sesso estremo, sesso con vampiri, sesso implicito, vampiro gnokko schifato, parolacce, sesso (ripreso da una telecamera). Scena in cui c’è un vampiro (si si, è di nuovo lui, il v.g.) agonizzante a cui stanno cavando il sangue (perché se sei un vampiro di 173 anni e arrivano due umani drogati che ti vogliono uccidere per il tuo sangue tu cosa fai? Aspetti di venire dissanguato ovviamente!), lotta all'ultimo sangue fra i drogati e la protagonista (che assomiglia a una fotomodella, bionda, magra, perfetta e succintamente vestita per tre quarti dell’episodio) per salvare il vampiro gnokko celebroleso. La protagonista tenta di offendere la drogata ("finalmente ho avuto la prova che sei solo un avida approfittatrice! cattiva! adesso piangio!"), i drogati se ne vanno, arriva un cagnetto (a questo punto gli sceneggiatori devono aver pensato:"tutta questa trama filosofica e profonda e difficile da comprendere! E poi ha tutto questo senso! Meglio mettere una cosa che non c’entra niente: Babbo Natale o un cagnetto insignificante?") e a quel punto, (e qui siamo ad alti livelli creativi eh!) viene fuori che la protagonista può sentire i pensieri altrui ma quelli dello gnokko proprio no e se ne innamora all'istante, e non so perchè ma la cosa non mi giunge nuova! E in quest'attimo di meraviglia lo gnokko esclama: "ma non hai paura a stare così vicino a un vampiro affamato? lo sai che le tue arterie sono davvero molto invitanti?"(anzi no, dice: mnopradstrevcnam? lscheltueartriesonmoltinvtnti? Perché il doppiatore del vampiro gnokko non sa parlare in un italiano comprensibile) al che arriva la severa risposta della tipa:"vampiro cattivo!" e partono a parlare della vita sessuale della tipa (riassumibile con: niente, no, mai) e infine, la domanda cruciale: chi sei tu? (rivolta alla ragazza). Risposta:"S-s-s-s-s-s-s-sono Sooki (si, si legge suck-i) steakqualcosa e faccio la cameriera". Un applauso agli sceneggiatori per i dialoghi avvincenti. Il vampiro gnokko celebroleso si chiama invece BBBill (da leggere con voce cavernosa da si-sono-affascinante-anche-se-il-mio-QI-è-più-basso-di-quello-del-cagnetto), lei gli ride in faccia per il nome (l'ho fatto anch'io!)- no, perchè lei credeva si chiamasse Asdrubale o Nostradamus o Assunodbcwejxg, ma insomma Bill proprio no, è come se si chiamasse SuperMario o qualcosa del genere, lei proprio non ci può credere, "vampiro Bill! Ma dai!"-sguardo assassino del vampiro gnokko, figura di merda di Sooki, si salutano e lei se ne va.
Nel frattempo la migliore amica di Sooki, Tara (con qualche grosso problema di controllo della rabbia), la sta sputtanando in maniera vergognosa con il capo di Sooki (a cui piace Sooki, quindi 15 ore di manfrine perché a Sooki invece non interessa niente il capo che, per la cronaca, si chiama Sam, per avere un posto lì). Sam ci sta, arriva il fratello drogato di Sooki, la migliore amica di Sooki (d'ora in poi m.a.S.) ci prova con il fratello di S., lui non ci sta, figura di merda della m.a.S. Sooki va a casa e dice alla nonna:"Indovina chi ho incontrato stasera! Un vampiro!" e la nonna "È gnokko?". Vanno a dormire e indovinate chi arriva nel bel mezzo delle notte! Sì, proprio lui, il vampiro gnokko cerebroleso!(Paraparampapam! Rullo di tamburi!) che sveglia Sooki, la cretina va giù in giardino alle 4 di notte, SPOGLIARELLO del vampiro, seghe mentali della tipa: “Non avrei mai pensato di fare sesso con te"- e lui: "E chi ti ha mai parlato di sesso?"(Del genere: ma ti droghi?!), slinguazzamento del vampiro intorno alle sue labbra (e io: ”Dai che adesso se la mangia e si comporta finalmente come un vero vampiro!”) e lei si sveglia: era tutto un sogno.
Il giorno dopo: colpo di scena! Un omicidio inaspettato, una donna strangolata e Sooki ANDAVA A SCUOLA CON STA TIPA!!! Quindi disperazione assoluta di S. (fra l'altro suo fratello è di una deficienza assoluta, una roba mai vista, Bella Swan in confronto è Einstein: pare che abbia ucciso lui questa ragazza e tiene un interrogatorio assurdo, prima "no non la conosco" poi "si abbiamo fatto sesso selvaggio!"). Arrestano il fratello di S. per omicidio e idiozia assoluta. Nel frattempo la nonna di S. continua a pensare al vampiro gnokko (ma è gnokko? ma quanti anni ha? respira? può dirmi quanto idiota sono?) e S. si interroga sugli oscuri motivi per cui hanno arrestato suo fratello. Come se ne mancassero. Ma ecco tornare il vampiro gnokko!! La serie ha di nuovo un senso! Si prendono per mano! Ecco, frase di S.: "La tua mano è fredda! Cosa ti posso portare da bere?" e lui: "Ma chi sei tu?" e lei: "Sono la cameriera" e lui: "Sooki... non è un nome molto comune" (mi auguro per i bambini americani). Fall in love, fissano un appuntamento. D'ora in avanti tutta nel segno del LOVVO! Oh si! Dialogo sdolcinato! La comunità la odia perché adesso lei lovva un vampiro! (sguardo truce di chiunque incontri, tranne sua nonna che sta ancora in palla per il vampiro gnokko) Dramma! Lei piange! Dramma! Fiume di lacrime! Sempre più dramma! Ma basta, lei è una persona adulta! Lei SA che il vampiro gnokko in realtà la lovva, a dispetto di tutti quei cattivoni che dicono che i vampiri mangiano le persone! Arrivano i drogati dell’inizio, la picchiano a sangue. Fine dell'episodio.
Ora, la fanciulla ex-innocente vorrebbe sapere: dove cavolo è Buffy quando c'è bisogno di lei?

mercoledì 23 febbraio 2011

Trasformarsi con Trasformat (aka fatti non foste per viver come brut(t)i)

0 commenti


"A che ora vengo quindi?"
"Boh passa adesso che beviamo 'na birretta."
"Va bon. Va che non posso tornar storna che domani ho la sveglia alle cinque."
"Tranqui. Muoviti invece che son già quasi le otto."

Ho potuto notare che le peggiori cose le scopro sempre in tempi non sospetti.
Questa sera, anche se ne sono ancora del tutto ignara, sto per percorrere l'ennesimo gradino verso il basso raggiunto dalla televisione del Bel Paese.

"No dai Max, la rossa da mezzo non ce la posso fare. Ho mangiato solo minestra. Sono povera di calorie e piena d'acqua"
"Es non rompere il cazzo e bevi. Tanto lo sai anche tu che la finisci."

E apriamo 'sta birra.
Come ogni italiano medio che si rispetti, ci sistemiamo in cucina dove accendiamo la luce, la TV, prendiamo posto a sedere e ci scambiamo le ultime novità.
Con grande sollievo scopro che non sono la sola a non avere storie pruriginose da raccontare e che le sessioni d'esame piallano sistematicamente la vita a tutti.
Superata la fase di aggiornamento privato -causa esaurimento rapido dei discorsi- e quella di pubblica attualità -causa esaurimento rapido dei cerebri- l'attenzione si abbassa e, tra una battuta e l'altra, stronzeggiare davanti alla tivvù diventa passo obbligato.
Siamo inghiottiti dalle tette della Cipriani.
Mentre si dimena scomposta al fianco di una creaturina malefica che riproduce l'alterego di Papi, noto con amarezza che la lunghezza delle gambe, legata in modo proporzionalmente diretto alla circonferenza seno, è in rapporto drammaticamente inverso al fattore QI.
Papi, impietoso, non lascia il tempo di somatizzare la tristezza che mi ha pervaso e introduce l'ultima manche.
Non va bene, vi resta da vedere troppo poco. Metto in pausa e vi do qualche imbeccata.
Stiamo parlando di 'Trasformat' l'ennesimo programma spazzatura partorito dal genio di Enrico Papi.
Degno erede del precedente "La Pupa e il Secchione", va in onda indisturbato su Italia Uno dal 9 novembre 2010 nella fascia oraria dell'access prime time. Per intenderci quella con il maggior numero, e più eterogeneo, di telespettatori.
Il programma, diviso in tre giocate, verte fondamentalmente sul riconoscimento di celebrities più o meno nostrane modificate con Photoshop da chi (gli autori) con forte probabilità non sa usarlo.
Non sai riconoscerli? Inaccettabile, PERDI UNA VITA.
Ad ogni buon conto, se si volesse fare una stima dei personaggi più prontamente riconosciuti, i primi posti sono senza dubbio occupati da soubrette e calciatori mentre agli ultimi, avvolti da un velo di mistero, troviamo politici e giornalisti.
Dai suoi esordi il programma ha già subito una variazione nel suo entourage. A Katia Follesa (da Zelig), che rivestiva la figura della bruttarella simpaticona, e a Raffaella Fico (da...mboh Grande Fratello?), che rivestiva la contrapposta figura della figona muta, si è sostituita Francesca Cipriani (udite udite!direttamente da "La Pupa e il Secchione"!) la più becera fusione di due figure già di per sè inutili.
Senza dare ulteriori pareri di merito, è d'uopo soffermarsi per un istante sui concorrenti : se pensavate di trovare con loro un po' di requie al vostro senso di inadeguatezza estetico vi sbagliavate, sarete anche stavolta frust(r)ati.
CERCASI SOLO BELLA PRESENZA.
Il brutto, come l'ordinario, non è ammesso.
Stai a casa, guarda, soffri, impara e ripeti con me: non sei degno.
Il tutto si svolge su un fondale di silenti gggiòvani imberbi che assorbono e sognano. Una sfavillante carriera televisiva per foraggiarsi il silicone per le donne e un brillante futuro calcistico per foraggiarsi le donne al silicone per gli uomini.
Ora torniamo pure all'ultima manche.
'FACCE DA CUBO'. Giuro, non scherzo. Facce da cubo.

"Max ma lo ha detto sul serio?"
"Eh."

La concorrente sopravvissuta ai cecchinaggi dei Guardiani del Gossip, deve ora affrontare le mutazioni di sei volti Very Important per portarsi a casa il ghiotto premio.
Enrico Papi si frega le mani con aria macchinosa e per la prima volta mi sorge il dubbio che Noemi avesse chiamato il nostro premier 'papi' per mero lapsus freudiano.
Appare una specie di Frankenstein.
Non farsi trascinare è impossibile.
"Mai daaaaaaiiii è facilissimoooo! Quella lì è la Arcuriii!"
"Macchè! E' la Belèn."
"Scommetti?"
Papi : "Forza Cinzia! Hai dieci secondi di tempo per dare la soluzione. Se sei in difficoltà puoi usare un aiuto. Te li ricordo : vedere un miglioramento della fotografia, ascoltare la voce del nostro volto noto oppure andrai ad ascoltare un mio indizio."
Cinzia : "A Enrigo io nun riesco a capì. Damme un mijoramento de'mmaggine."
P.: " Occhèi Cinzia. Mi raccomando, concentrazione che è facile. Vai col miglioramento d'immagine!"
C.:" Ma è la Arcuriiiii!!! Come ho fffatto a nun capiiiì!!"
P.: " Bene Cinzia, verifichiamo.[..].. BRAAAAVAAA!!! Ecco la nostra bellissima Manuelona non modificataaaaa!"

Il senso di trionfo per aver battuto Max al gioco indovinando m'abbandona in un lampo.
Guardo Max che per fortuna mi guarda a sua volta con aria triste e persa.
Aveva ragione, la birra l'ho finita. E in questo momento una singolare sete mi sta facendo invidiare i resti della sua. Spegnamo e ricominciamo a frantumarci il cervello discutendo d'attualità anche se una parte di me l'ho lasciata ferita e sola a pensare.
Questa settimana a 'Trasformat' è cominciata la sponsorizzazione dell'album di figurine di prossima pubblicazione dei personaggi modificati.
Le bustine contengono anche carte speciali dove sarà raffigurato Papi stesso in versioni modificate e animalesche.
".. più in basso di così c'è solo da scavare" canta Daniele Silvestri.
E allora prendiamo le vanghe.
(e magari, Max, porta pure un paio di birre.)
 
Powered by Blogger